«I Simboli Massonici: Storia ed Evoluzione» da un Lavoro di Luigi Sessa - Gran Maestro Onorario del Grande Oriente d'Italia
Fr\ Luigi Sessa
Gran Maestro Onorario del Grande Oriente d’Italia

uno stralcio da
« I Simboli Massonici: Storia ed Evoluzione »
ed. Bastogi - 2006 seconda edizione
Capitolo XII
Tasselli, Frastagli e Dentelli; Bordo e Greca; Fascia, Nastro e Fregio;
Nappa, Fiocco e Laccio; Corda, Cordone e Nodo
Non sappiamo esattamente che cosa fosse l’”Indented Tarsel”, né sappiamo se questa espressione avesse qualcosa in comune con i termini “Tarsel”, “Tassel” e “Tessel”271 da cui sembra siano, per altro, derivate le espressioni “Tassellated Border” e “Tessellated Border”272. Queste espressioni furono tutte messe in relazione col “Pavimento” della Loggia e, da qui, anche con i “Floor Cloths”, con i “Carpets”, tutti, a vario titolo, equivalenti al “Quadro di Loggia”, anche nell’intento di giustificare la presenza del “bordo tassellato” o “bordo a scacchi” che cominciò ad ornare il Quadro di Loggia.
Ora, stando alla spiegazione del Prichard, l’”Indented Tarsel” è un “Indented Border”, cioè, un “bordo frastagliato”, meglio detto un “bordo dentellato o a dentelli”. Per questa ragione, la più semplice delle interpretazioni della fraseologia usata dal Prichard dovrebbe significare che uno dei “pezzi di arredamento” della Loggia era costituito da un “bordo dentellato intorno alla Loggia”.
Questa interpretazione mette sullo stesso piano le varie terminologie che abbiamo fin qui preso in considerazione: “Tassellated Border” e “Tessellated Border”, ”Indented Tarsel” e “Indented Border” dalle quali emerge l’importanza di un “Border” intorno al quale si è, in vario modo, esercitato il senso di ricerca dei vari esegeti. C’é stato chi ha immaginato che tale “bordo a dentelli” dovesse essere disteso a terra, lungo il perimetro del Pavimento a Mosaico. Altri hanno pensato che il “bordo a dentelli” dovesse, si, circondare la Loggia, ma non lungo il perimetro del pavimento, bensì lungo il perimetro del margine superiore delle pareti della Loggia, al confine col soffitto. Altri, infine, hanno ritenuto che il “bordo a dentelli” dovesse essere posto, a guisa di cornice, intorno alla “Lodge [Board]”, o “Floor Cloth”, ossia al “Quadro di Loggia”.
Di tutte e tre queste interpretazioni del “bordo dentellato” abbiamo esempi, o tracce, non solo nelle iconografie d’epoca, ma anche in attuali arredi di Loggia, a riprova che, ciascuna per suo verso, ha influenzato parte dello sviluppo dell’arredamento di Loggia fino ai nostri giorni. Per quanto riguarda l’interpretazione, molti “Pavimenti a Mosaico”, preziosi avanzi di antiche Logge e molti altri, ne testimoniano, con i loro “bordi” a motivi quadrati oppure triangolari, l’applicazione molto diffusa. Infatti, si contano a centinaia, le Logge che, anche attualmente, hanno simili pezzi di arredamento. L’interpretazione ha dato luogo ad una decorazione che fu definita “Greca”, essendo costituita da una linea ininterrotta, spezzata in tanti segmenti, paralleli e perpendicolari fra loro. In sostanza si trattava,effettivamente, di un “bordo a dentelli”che circondava tutta la sommità della Loggia al limite del soffitto 274.
Oltre che Greca, questa decorazione veniva definita anche “Fascia a Dentelli”, oppure “Nastro o Fregio a dentelli” 275. L’interpretazione è oggettivamente la più diffusa. In gran parte, i “Lodge Boards”, o “Floor Cloths” o “Quadri di Loggia”, specialmente nell’area culturale anglo americana, sono tutti caratterizzati da un “bordo” o “orlo” simile a quello che contraddistingue l’orlatura del Pavimento a Mosaico, cioè, un “bordo quadrettato a scacchi bianchi e neri”, oppure “a triangoli bianchi e neri”.
Per quanto l’argomento abbia suscitato molto interesse, durante tutto il periodo che abbiamo fin qui esaminato, nessun significato particolare fu assegnato a questi dettagli i quali furono esclusivamente considerati sotto il profilo meramente ornamentale. In Francia il Catechismo che ebbe maggiore seguito, prima che si manifestassero autoctone compilazioni, fu certamente quello del Prichard, contenuto nel noto opuscolo Masonry Dissected del 1730. Allorché la ribellistica francese ebbe la sua più significativa fioritura, intorno agli anni 1742-45, il testo del Prichard divenne, del tutto spontaneamente, il modello principale dal quale presero le mosse le divulgazioni in lingua francese. Quando si trattò di tradurre l’espressione “Indented Tarsel”, i francesi in coerenza con l’etimologia da “Tassel” (“Nappa o Fiocco”, “Houpe, o Houppe”), tradussero questa espressione in “Houppe dentelée”276, cioè “Fiocco dentellato” che, con l’andar del tempo, divenne “Fiocco o Nappa frastagliata”.
Tuttavia, mentre in francese “dentelée”, con una “l”, significa “dentellata o frastagliata”, si deve anche tener in conto che “dentellée”, con due “ll”, significa “allacciata”. Da ciò derivò l’altra espressione “Houppe dentellée”277, traducibile in “Fiocco allacciato” che, proprio per il significato dell’aggettivo “Tassellated” o “Tasselled”, fatto derivare correttamente dal punto di vista lessicale, da “Tassel”, col significato di “infiocchettato”, faceva sì che il “Fiocco”, divenuto “Laccio”, o “Corda”278, o “Nastro”, fosse, alle sue estremità, caratterizzato da qualcosa di infiocchettato. Da queste due e modalità di interpretare l’”Indented Tarsel” vennero a determinarsi due nuovi particolari elementi decorativi dell’arredamento della Loggia di quell’epoca. Uno consiste in un “Fiocco o Nappa frastagliata” che cinge lungo le pareti tutta la Loggia. L’altro è composto da un’ulteriore decorazione del “Quadro di Loggia”, e consta di un lungo “Laccio” che termina alle estremità con due fiocchi, disegnato alla sommità del “Quadro”, a guisa di coronamento di quanto in esso tracciato. Nell’una come nell’altra rappresentazione, si registra, per la prima volta, nelle decorazioni massoniche la presenza di “Fiocchi”.
Va osservato che la rappresentazione secondo l’interpretazione di un “Laccio o Corda infiocchettata”, sebbene possa essere stata una esclusiva trovata francese, fu non di meno, ben presto adottata anche in Inghilterra, come dimostra l’iconografia inglese, risalente al 1745. Anche nelle opere divulgative francesi nessun particolare significato veniva allegato a queste decorazioni. Fu ancora in Francia, che durante la seconda parte degli anni ‘40 del XVIII secolo, si verificò un’ulteriore evoluzione concernente l’”Indented Tarsel”.
Prendendo forse spunto dalla tradizione massonica che vuole che tutti i Massoni siano “Figli della Vedova”, probabilmente si mutuò dall’araldica francese il fregio detto “Cordon de Veuve” (“Cordone della Vedova”) che consta di un lungo laccio che, nel circoscrivere l’Arma della Vedova, si inanella in diversi nodi 280.
Da quest’ennesima contaminazione si confermavano nella loro essenzialità decorativa, sia il “Fiocco o Nappa frastagliata”, che il “Laccio a fiocchi”. Essi col tempo finirono per confondersi l’uno con l’altro, sia per la rappresentazione sulle pareti della Loggia, sia per la rappresentazione sul “Quadro di Loggia” e ciò determinò, perfino, la sinonimia delle rispettive terminologie. Va però sottolineato che, proprio dalla suddetta contaminazione trasse origine e si affermò come elemento nuovo, ricco di significativi spunti simbologici, il cosiddetto “Laccio con i Nodi d’Amore” che divenne riscontrabile sia nei Quadri di Loggia, che come decorazione corrente intorno intorno alle pareti della Loggia, in modo che le estremità, ornate di fiocchi, pendessero lungo i lati dell’ingresso. Secondo qualcuno, all’origine di questa ultima decorazione bisognerebbe considerare quella sorta di corda, fune o cordone, cosiddetto “Cable-Tow” 281, la cui lunghezza, come fa sapere un antico Catechismo 282, risalente al 1760, alludeva ad una normativa dell’epoca operativa che obbligava il Massone, nell’ambito di tale lunghezza, a presenziare alle assemblee della Craft, salvo che in caso di malattia o dipericolo di morte.
Tale cordone simboleggerebbe anche “il primo legame fra l’iniziato e i suoi nuovi fratelli”, dal che sarebbe derivato il Cordone che “nei nostri Templi è disposto sulle pareti disegnando dei Nodi d’Amore da una colonna all’altra.”283. Considerando quest’interpretazione, tuttavia, non si può non osservare che il concetto di “Cordone con i Nodi d’Amore”, come si è già visto, era già ampiamente affermato, sia nella Massoneria francese che in quella britannica, sin dagli anni ’40 del XVIII secolo. Abbiamo seguito sin qui le complesse tracce evolutive dell’“ Indented Border” e possiamo, a questo punto, dire soltanto che, dopo l’Unione dei Corpi rivali inglesi Moderns e Ancients, la standardizzazione che, per quel poco che poté, tentò di conformare la gran parte dei Rituali successivi, interessò prevalentemente le Obbedienze di filiazione angloamericana. In tale ambito, tutte le terminologie che abbiamo incontrato nella disamina precedente finirono col diventare, genericamente, l’una sinonimo dell’altra. Ciò fu praticamente possibile perché, salvo il “Bordo a dentelli”, a motivi quadrati oppure triangolari, che molto spesso, ma non necessariamente, è diventato la cornice dei “Pavimenti a Mosaico”, - sia il “bordo quadrettato a scacchi bianchi e neri”, oppure “a triangoli bianchi e neri” che ornava il Quadro di Loggia; - sia la “Houpe dentelée”o “Fiocco dentellato”, o “Fiocco o Nappa frastagliata”, che si estendeva lungo le pareti della Loggia;- sia la “Houppe dentellée” o “Nastro, o Corda”, o “Laccio infiocchettato” che ornava la sommità del Quadro di Loggia;- sia il “Laccio con i Nodi d’Amore”, derivato dal “Cordon de Veuve” (“Cordone della Vedova”) nel Quadro di Loggia e lungo le pareti della Loggia; sono stati, col tempo, riservati alla decorazione del “Lodge Board”, o del “Quadro di Loggia”, inteso come “Tavola da Disegno”, o “Plan de la Loge”, o “Floor-Cloth”, o “Carpet”.
Qualche parola ancora va spesa con riferimento al “Laccio con i Nodi d’Amore” e alla “Greca”, detta anche “Fascia a Dentelli”, o “Nastro o Fregio a dentelli”).
Quanto al primo, oltre che come parte del Quadro di Loggia, esso viene ancora riscontrato come decorazione delle pareti in numerose Logge di filiazione francese. Le Logge italiane, in particolare, ne sono quasi tutte fornite. Esso, costituito da un numero variabile di “Nodi” (da 3 a 7, a 9, a 12, a 22, ecc.), col tempo, è stato interpretato come una proiezione rappresentativa della Catena d'Unione, che, per altro, è un rito, ed è allusiva ai legami di fratellanza e unione che pervadono tutti i LL\MM\, sparsi per il mondo.
Quanto alla “Greca”, va detto che, per quanto desueta, correva un tempo, al di sopra e parallelamente a quel Cordone o Laccio 284 che parte da una delle due Colonne, gira tutt'intorno al Tempio e forma simmetricamente un certo numero di Nodi d'Amore e infine ritorna all'altra Colonna. Le terminologie con cui essa viene spesso indicata, non vanno confuse con quelle di “Nappa o Fiocco a dentelli o a frastagli”, comunemente usate per indicare il Cordone che forma i Nodi o Lacci d'Amore. Bisogna pure avvertire che taluni autori, inoltre, usano la terminologia “Nastro a Dentelli”, a suo tempo associato alla Greca, impropriamente, per indicare tale Cordone. La Greca raffigura la solidarietà e l'armonia tra i FFr\ di Loggia 285. Il nostro esame è qui limitato alla situazione relativa ai primi trenta, quarant’anni del XVIII secolo e l’interesse che intendiamo suscitare si deve focalizzare sulle condizioni più caratteristiche delle fasi originarie o primitive della nascente Organizzazione massonica. Non c'erano, a quel tempo, particolari prescrizioni d’arredamento se non quelle conservate nella memoria delle vecchie usanze. Non c’erano ancora né la delimitazione dell’Oriente con la “Balaustra”, né i “sette gradini”, né tanto meno la divisione di “quattro + tre gradini”, oppure di “tre + quattro gradini”, né “gradini” sotto la cattedra del Maestro di Loggia, oppure sotto quella dei Sorveglianti. Alcune cose del genere, come abbiamo già notato, avevano fatto la loro prima comparsa solo sui disegni che ormai adornavano i pavimenti di tutte le Logge. Tutte queste cose si materializzeranno nell’arredamento della Loggia a poco a poco e, col tempo ulteriore, evolveranno in forme sempre più specifiche e saranno via via finalizzate a simbolizzare principi ed ideali cari alla progrediente speculatività massonica.
È, forse, qui il luogo giusto per far presente che quello spazio che in una Loggia è definito “Oriente” e che è separato dal resto della Loggia da una Balaustra ed ha il suo accesso per mezzo di una gradinata di alcuni gradini, superati i tempi pionieristici, durante i primi anni del XIX secolo, poteva presentarsi in modo diverso a seconda se la Loggia era Simbolica, oppure praticante il Rito Scozzese Antico ed Accettato.
Nel primo caso, nella parte orientale della Loggia, si elevava una piattaforma di proporzioni adeguate, poggiante su quattro gradini, il cui fronte era delimitato da una Balaustrata aperta per il passaggio. Nella parte centrale di questa piattaforma si elevava su altri tre gradini una ulteriore ampia pedana, su cui era collocato il Seggio del Maestro Venerabile, e spesso anche un’Ara. L’uno e l’altra venivano così a trovarsi ad un livello di sette gradini, rispetto al suolo della Loggia. Sulla prima piattaforma, a ridosso della Balaustra che delimitava l’Oriente separandolo dal resto della Loggia, alla destra e alla sinistra del Presidente erano collocati i seggi dell’Oratore e del Segretario 287.
L’“Oriente” di una Loggia di Rito Scozzese Antico e Accettato fruiva anch’esso di una idonea piattaforma, la quale, però, era sollevata di tre gradini dal suolo della Loggia e su di essa, sul fondo, si elevava ancora, su quattro scalini, un’altra pedana su cui si trovava il Trono del Maestro Venerabile. Anche in questo caso l’Oriente era delimitato dal resto della Loggia per mezzo di una Balaustra, aperta al centro. All’Oriente, alla destra e alla sinistra del Presidente erano allogati, rispettivamente,il Segretario e l’Oratore. L’Ara era situata al centro di questa piattaforma, sotto la pedana del Trono 288.
Nel tempo presente, nelle Comunioni massoniche europee, per la sistemazione dell’“Oriente” nelle Logge sussistono applicazioni conformi alle due antiche modalità, quella simbolica e quella scozzese antica ed accettata, di sopra descritte. Nelle Logge nord-americane tuttavia, l’“Oriente” può essere occupato soltanto da coloro che sono già stati Maestri di Loggia.
NOTE
270 Domanda: “Avete qualche arredo nella vostra Loggia?”;
Risposta: “Si”.
Domanda: “Quale è?”;
Risposta: “Il Pavimento a Mosaico, la Stella Fiammeggiante e l’«Indented Tarsel». Cfr. S. Prichard, Masonry Dissected, Printed for J.Wilford, at the Three Flower de Luces behind the Chapter House near St.Paul's, London, 1730, testo riportato in H.Carr, Harry Carr's World of Freemasonry, Lewis Masonic, London, 1983, Appendix., Enter’d’Prentice’s Degree, Domande e Risposte n. 37/39, p. 13.
271 Abbiamo già incontrato questi termini e li abbiamo considerati come esiti di corruzione grafica e forse anche di pronuncia della parola “Trestle”, “Cavalletto”. In questo caso però, questi termini pongono differenti problemi etimologici ed interpretativi e tenendo, inoltre, sempre presente che le parole “Tessel”, “Trasel” e “Tarsel” non esistono nella lingua inglese, per dare senso alle espressioni in cui, in questo caso, esse sono implicate è necessario tesaurizzare l’unico significato rintracciabile, cioè, quello riferibile alla parola “Tassel”, “Tassello”, o “Nappa”, o “Fiocco”.
272 Nell’espressione “Tassellated Border” l’aggettivo “tassellated” (tasselled) deriva dal termine “Tassel” e conferisce, correttamente al sostantivo “Border” la qualificazione di “Bordo tassellato”, oppure di “Bordo a nappa o a fiocco”, cioè “Bordoguarnito con nappa o fiocco”. L’altra espressione “Tessellated Border”, in cui l’aggettivo “Tessellated, non deriva dalla parola “Tessel”, che non esiste, ma deriva dal verbo “to tessellate”, che significa “tassellare”, nel senso di “lavorare a mosaico”, acquista il significato di “Bordo a Tasselli”.
274 Cfr. Vade-Mecum del L\M\Apprendista per cura del Sagg\della Valle del Tevere, IV Edizione, 1948, Or\di Roma, p. 32, 34.
275 In un Manuale senza data, risalente probabilmente agli anni 1948-50, edito dalla Comunione Massonica Italiana di Piazza del Gesù, si legge testualmente: “Sul fregio dell’architrave è disegnata una fascia a dentelli” Cfr. Manuale del Fratello Apprendista Libero (primo grado), Ser. Gr. L. Naz. Italiana, sotto gli auspici del Supremo Consiglio del 33° ed ultimo grado per l’Italia, sue Colonie e dipendenze - Massoneria Universale di Rito Scozzese Antico ed Accettato, s.d. e s. l., [Piazza del Gesù], p. 14.
276 Cfr. G.L.C. Perau, Le Secret des Francs-Maçons, Ginevra, 1742, 2° Ed. 1744, riprodotto in Early French Exposures, Edited by H. Carr, published by Quatuor Coronati Lodge n. 2076, Q.C.Correspondence Circle, London, 1971, Ristampa Kessinger Publishing Company, Kila, MT, USA, 1997, p. 68., p. 72.
277 Il padre di questa espressione fu L. Travenol che la introdusse nella didascalia del “Quadro di Loggia dell’Apprendista e del Compagno”, cfr. L. Gabanon (L.Travenol), Catechisme des Francs-Maçons, 1744, riprodotto in Early French Exposures, Op.cit.,pp. 94, 95.
278 Di “corda” si era sentito parlare, per la prima volta, in un Catechismo dell’epoca pre-Grande Loggia, ma l’impiego ed il significato del termine, in tale caso, era del tutto diverso. In realtà, si trattava di una “corda” che veniva legata al collo del Candidato affinché egli non tradisse la Craft.
Domanda:“Come foste condotto [in Loggia]?”;
Risposta: “Vergognosamente, con una corda intorno al mio collo.”;
Domanda: “Perché una corda intorno al vostro collo?”
Risposta: “Per impiccarmi se avessi tradito il mio obbligo.”.
Cfr. Ms. Dumfries n. 4, 1710 riprodotto in D. Knoop, G.P. Jones & D. Hamer, The Early Masonic Catechisms, II Edition, Edited by H. Carr, Published for the Q.C.L. n.2076, London, by Manchester University Press, Manchester, p. 62. Con tutta probabilità da quest’antico uso potrebbe essere derivata la “corda con nodo scorsoio” a forma di “cappio” ancora attualmente impiegata durante il rito d’ammissione e che, a tale scopo, riscontriamo già in uso nel 1746 in Francia (cfr. Ignoto, Le Francs-Maçons Ecrasés, Suite du Livre intitulé L’Ordre Des Francs-Maçons Trahi, traduit du latin, 1746, attribuito all’Abate Larudan, testo in Early French Exposures, Op.cit., p. 297) e ritroviamo, definitivamente ritualizzata, in Inghilterra, nel 1760, nel The Three Distinct Knocks, cfr. I Tre Distinti Colpi, ecc., 1760, trad. italiana, inserto in Quaderno n. 8, edito dalla Loggia “Brenno Bertoni” di Lugano, 1998, traduzione di Orazio Schaub, p. 203. Cfr. Ms. Dumfries n. 4, 1710, Op.cit. p. 62. Con tutta probabilità da quest’antico uso potrebbe essere derivata la “corda con nodo scorsoio” a forma di “cappio” ancora attualmente impiegata durante il rito d’ammissione e che, a tale scopo, riscontriamo già in uso nel 1746 in Francia (cfr. Ignoto, Le Francs-Maçons Ecrasés, etc., 1746, attribuito all’Abate Larudan, Op.cit., p. 297) e ritroviamo, definitivamente ritualizzata, in Inghilterra, nel 1760, nel The Three Distinct Knocks, cfr. I Tre Distinti Colpi, 1760, trad. italiana, Op.cit., p. 203.
280 Louis Travenol, in una sua ulteriore opera del 1747, ritornò sulla “Houpe Dentellée” e la descrisse come “une espece de Cordon de Veuve qui entoure le haut du Dessein” (“una sorta di Cordone della Vedova che contorna l’alto del disegno”). Cfr. L. Gabanon (L. Travenol), La Desolation des Entrepreneurs Modernes, 1747, riprodotto in Early French Exposures, Op.cit., p. 336 e nota n. 1 che rinvia alla precedente p. 320 in cui l’Editore moderno, H. Carr, svolge una interessante digressione sulla Houpe Dentallée.
281 “Cable-Tow”, parola composta da due termini che hanno pressocché lo stesso significato. Il primo, che significa “cavo” o “gomena”, deriva dal francese e deve essersi formato dal basso latino capulum; il secondo deriva dall’anglosassone e significa “fune da traino”. Il fatto che entrambi i termini abbiano un significato simile fa pensare che in origine l’espressione fosse costituita da due parole separate “cable and tow” e che la forma unificata mostri solo una corruzione di pronuncia.Cfr. G. Gamberini, Vocabolario delle fonti, articolo in Rivista Massonica n. 3, marzo aprile 1973, p. 138.
282 Cfr. The Three Distinct Knocks, 1760, I Tre Distinti Colpi ecc., trad. italiana, Op.cit., p. 203.
283 Cfr. G. Gamberini, Op.cit. p. 138.
284 Cfr. Vade-Mecum del L\M\Apprendista, Op.cit., p. 32, 34.
285 Cfr. Vade-Mecum del L\M\Apprendista, Op.cit., 34. In un nostro breve articolo, constatata la totale scomparsa della decorazione detta Greca, ricercatene invano eventuali tracce presso altre Comunioni, ne ricordammo le ultime vestigia, rilevate nel vecchio Tempio “Pitagora”, in Palazzo Giustiniani, all’Oriente di Roma, intorno al 1970. Per la buona ragione che la sua conservazione si era mantenuta esclusivamente in Italia, nel commentarne il significato, ci sentimmo in dovere di considerare il suo simbolismo, quantunque in disuso, un lascito tutto italiano alla Fratellanza massonica. Cfr. L. Sessa, in Nea Agorà, Rassegna di Studi e Tradizioni, Bari, n. 1, gennaio – marzo 1998, pp. 21/23.
287 Cfr. L. Frau Abrines e R. Arùs Arderiu, Diccionario Enciclopédico de la Masonería, Op.cit., Tomo III, Nociones Generales, p. 514, v. El Templo Simbòlico.
288 Cfr. L. Frau Abrines e R. Arùs Arderiu, Diccionario Enciclopédico de la Masonería, Editorial Kier, Buenos Aires, 1947, Tomo III, Rito Escocés Antiguo Y Aceptado, p. 518, v.2.Decoraciòn de la Logia. L’Ara, oltre che nelle posizioni sin qui indicate, col tempo, specialmente presso le Logge di origine americana, ebbe ed ha ancora anche collocazione al centro della Loggia. Per quanto riguarda la forma, si riscontra un’ampia gamma di variabilità. L’Ara, pertanto, può essere triangolare, quadrata, poligonale o cilindrica
